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D. 20/12/2004 n. 92

2.5 Il codice unico di progetto (CUP), assegnato al progetto in argomento, ai sensi della delibera n. 24/2004, dovrà essere evidenziato in tutta la documentazione amministrativa e contabile riguardante l'intervento di cui alla presente delibera. Roma, 20 dicembre 2004 Il Presidente delegato: Siniscalco Il segretario del CIPE: Baldassarri Registrato alla Corte dei conti il 10 maggio 2005 Ufficio di controllo Ministeri economico-finanziari Registro n. 2 Economia e finanze foglio n. 178 Allegato Prescrizioni e raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Parte I – Prescrizioni

1.1 Prescrizioni da sviluppare in sede di progettazione definitiva: Prescrizioni di ordine tecnico; Prescrizioni di carattere ambientale; Prescrizioni di carattere archeologico;

1.2 Prescrizioni da ottemperare nella fase di cantiere;

1.3 Altre prescrizioni. Parte II – Raccomandazioni Parte I – Prescrizioni

1.1 Prescrizioni da sviluppare in sede di progettazione definitiva Prescrizioni di carattere tecnico

1. Si dovrà ridurre il numero degli svincoli, risultato troppo alto (20) in relazione alla lunghezza totale dell'opera (meno di 40 km); in particolare, si dovrà intervenire nella riduzione dei 7 svincoli nel tronco tra Maglie e Scorrano, così come in quelli previsti nel territorio compreso tra Montesano, Andranno e Tricase.

2. Si dovrà svolgere un più approfondito studio dell'andamento altimetrico del tracciato in modo da ridurre il fabbisogno della consistente quantità di materiali, prevista per i rilevati (pari a quasi 4 milioni di metri cubi), che appare eccessiva se la si confronta con la situazione morfologica dei luoghi; si dovrà altresì ridurre la profondità della trincea per limitare l'interruzione della continuità del paesaggio, nella zona ad ovest di Tricase, dove è necessario un diverso modellamento delle livellette stradali con un miglior adeguamento all'assetto morfologico dei luoghi.

3. Si dovrà stralciare la strada di servizio che collega la rotatoria di Castrignano del Capo alla s.s. 173 lungo la costa, per le rilevanti interferenze ambientali in coerenza con i vincoli vigenti nell'area.

4. Si dovrà definire un dettagliato progetto di cantierizzazione, indicando per ciascuna tratta fasi e tempi di esecuzione, localizzazione, dimensione e caratteristiche di ciascun cantiere, area di deposito o luogo di lavorazioni speciali con le relative misure di mitigazione degli impatti.

5. Si dovranno applicare, per quanto riguarda la progettazione strutturale delle opere, le nuove norme sismiche (Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 marzo 2003, n. 3274).

6. Si dovrà elaborare una variazione del tracciato della complanare posta tra il Km 20+700,60 e il Km 23+220,67 che passa a ridosso dell'area pSIC, scegliendo un percorso preferibilmente adiacente alla s.s. 275.

7. Si dovrà sopprimere la complanare nel tratto finale del tracciato, che ricade in agro di Gagliano del Capo costituente la bretella di collegamento tra la vecchia s.s. 275 e la litoranea s.p. 173, ricadente parzialmente nell'area individuata come area naturale protetta regionale Litoranea Otranto-Santa Maria di Leuca, per la quale tuttavia non è stata ancora definita con esattezza la perimetrazione.

8. La progettazione delle opere carte, quali sovrappassi e sottopassi, al fine di attenuare l'impatto visivo dei manufatti, dovra ricorrere all'uso di carter laterali per gli impalcati, ad a tipologie di spalle meno impattanti rispetto alle tipologie allegate al progetto preliminare. Prescrizioni di carattere ambientale Compensazione e mitigazione

1. Per quanto riguarda i rumori, si dovranno integrare le indagini già effettuate con la redazione di mappe isofoniche della rumorosità rilevando l'esatta individuazione dei ricettori sensibili, sia per quanto riguarda la fase di costruzione che di esercizio; si dovranno inoltre completare le indagini per un periodo più esteso di rilevazione al fine di verificare meglio le misure di contenimento degli impatti già previste.

2. Si dovrà fare ricorso a tecniche di ingegneria naturalistica, per le opere di sistemazione a verde, ripristino ambientale e rinaturazione previste, adottando le «Linee guida per capitolati speciali per interventi di ingegneria naturalistica e lavori di opere a verde» del Ministero dell'ambiente, Servizio VIA, settembre 1997; è necessario inoltre riferirsi, ai fini della progettazione definitiva, al «Quaderno opere tipo di ingegneria naturalistica» della regione Lazio o ad altri manuali qualificati.

3. Si dovranno adottare adeguate misure di tutela le forme carsiche (Doline o Gravine, etc. ), rilevate sulle planimetrie di progetto, soprattutto se ben conservate.

4. Si dovranno realizzare sistemazioni a verde che abbiano come scopo precipuo l'integrazione ecosistemica della flora autoctona; pertanto si dovrà privilegiare l'impianto di specie che garantisca la diversità biologica; si dovrà garantire altresì, per le aree sistemate, comprese quelle intercluse dagli svincoli, la manutenzione per almeno 5 anni dell'impianto.

5. Si dovranno prevedere rivestimenti delle pile del viadotto, almeno alla base, con paramenti costituiti da frammenti di pietra locale, per favorire l'inserimento dell'opera e la mitigazione dell'impatto, considerando che il paesaggio risulta ampiamente caratterizzato da diffusi affioramenti di rocce carbonatiche.

6. Si dovranno recepire e sviluppare le misure di mitigazione e compensazione, puntuali e di carattere generale, previste nello SIA e successive integrazioni e di quanto oggetto delle presenti prescrizioni, dettagliandone la localizzazione, la tipologia, le modalità di esecuzione ed i costi analitici.

7. Si dovrà predisporre un Progetto di monitoraggio ambientale, secondo le linee guida redatte dalla Commissione speciale VIA.

8. Si dovrà anticipare, per quanto possibile, la realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione ambientale rispetto al completamento dell'infrastruttura.

9. Si dovrà predisporre quanto necessario per adottare, entro la consegna dei lavori, un Sistema di gestione ambientale conforme alla norma ISO 14001 o al Sistema EMAS (Regolamento CE 761/2001).

10. Si dovranno redigere gli elaborati, anche successivi al progetto definitivo, in conformità alle specifiche del Sistema cartografico di riferimento.

11. Lungo tutto il tracciato dovranno essere realizzate opportune opere di mitigazione dei rilevati, delle opere d'arte, del viadotto e delle trincee con utilizzo della vegetazione compatibile con l'habitat attraversato e, in particolare, con la vegetazione potenziale del luogo, nonchè adeguati sottopassi di attraversamento faunistico per non interrompere eventuali corridoi ecologici e, in generale, la connettività ecologica del territorio.

12. Si dovranno acquisire le autorizzazioni paesaggistiche per le opere che ricadono in regime di tutela di cui al titolo II della legge n. 490/1999.

13. Per quanto attiene alle barriere antirumore, qualora fossero necessarie, dovrà essere studiata una soluzione alternativa che adoperi barriere del tipo vegetale che non contrastino con l'ambiente paesistico del basso Salento.

14. Per quanto attiene agli svincoli e ai raccordi con particolare riferimento all'opera n. 33 tipo L e ai margini del tracciato viario di progetto si dovranno piantumare alberature ed arbusti tipici del Salento al fine di integrare meglio l'opera stradale nel contesto ambientale.

15. Nelle aree di particolare criticità, tutelate con vincolo paesaggistico, dovrà essere posta particolare attenzione alla progettazione delle opere di mitigazione in relazione agli svincoli, ai rilevati e ai muri di contenimento da realizzare con materiale calcareo locale opportunamente assemblato ed in particolare, le opere d'arte dei cavalcavia dovranno essere oggetto di accurata progettazione architettonica da sottoporre alla valutazione della competente Soprintendenza.

16. Si dovranno effettuare indagini integrative, a quelle già svolte, e sviluppare i modelli di simulazione necessari a definire le aree di ricaduta dell'inquinamento atmosferico, sia in fase di cantiere che di esercizio, in modo da individuare e caratterizzare i ricettori sensibili e nel contempo definire e localizzare le misure di attenuazione necessarie. Geologia, idrogeologia ed acque superficiali

1. Si dovrà determinare la natura e la permeabilità dei litotipi, nonchè la struttura dell'acquifero ricevente nei luoghi di smaltimento delle acque reflue, facendo ricorso ad adeguati studi idrogeologici ed indagini geognostiche; gli studi dovranno fornire i parametri fondamentali per il dimensionamento delle trincee e di ogni altro apparato di dispersione delle acque nel sottosuolo, onde evitare qualsiasi forma di ristagno in superficie e di inquinamento sotterraneo, e parimenti accertare l'interferenza con eventuali falde secondarie e con la falda profonda, della quale dovrà essere definito l'andamento spaziale anche mediante il tracciamento delle isopieze.

2. Si dovranno realizzare in tutti i tratti in cui la strada passa in trincea, adeguati canali di guardia da ubicare in corrispondenza della linea sommatale dello scavo in modo da impedire il ruscellamento; si dovrà prevedere sulle stesse scarpate adeguate opere di sistemazione idrogeologica, facendo ricorso a interventi di ingegneria naturalistica. Prescrizioni di carattere archeologico

1. Qualora durante i lavori di serramento, spianatura e scavo, dovessero essere rinvenuti elementi o strutture di interesse storico-artistico o archeologico, la D.L. dovrà comunicare tempestivamente alla Soprintendenza per i Beni architettonici e per il paesaggio della Puglia e a quella archeologica, tali ritrovamenti sospendendo cautelativamente i lavori.

2. Prima della stesura del progetto definitivo, dovranno essere presi opportuni contatti con la competente Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia, al fine di verificare le eventuali interferenze del tracciato e dei cantieri con i monumenti indicati nel parere della stessa Soprintendenza.

1.2 Prescrizioni da ottemperare nella fase di cantiere

1. Si dovrà mantenere l'emissione delle polveri entro i limiti di legge, adottando tutti i provvedimenti utili a riguardo, anche al fine di evitare processi di regressione della capacità fotosintetica della vegetazione; si dovranno altresì adottare tutte le misure necessarie per ridurre le vibrazioni e i rumori, particolarmente in prossimità di centri abitati e di ogni tipo di abitazione.

2. Si dovranno utilizzare mezzi d'opera omologati secondo le normative più recenti per quanto riguarda le emissioni di rumore e di gas di scarico, ed adottare idonee misure di stabilizzazione delle piste di cantiere.

3. Si dovrà garantire quanto più possibile l'efficienza della viabilità locale, sin dalla fase di cantiere, tenendo conto della diffusa antropizzazione dell'area e delle attività agricole presenti.

1.3 Altre prescrizioni

1. Si dovrà sentire il parere delle Soprintendenze competenti per quanto riguarda i territori che ricadono in ambito «B» del PUTT. Parte II – Raccomandazioni Si raccomanda:

1. Di svolgere le necessarie verifiche per garantire che la progettazione definitiva si ottenga alle norme, avendo riscontrato alcune difformità di interpretazione sui valori attribuiti agli ambiti classificati dal PUTT-Puglia ed attraversati dal tracciato.

2. La corretta gestione dell'intervento attraverso una costante ed attenta manutenzione delle opere esistenti, in modo da garantire i livelli di efficienza previsti nella progettazione; si raccomanda di avviare, inoltre, le sostanze che periodicamente saranno prelevate dalle vasche di decantazione ad apposite discariche e/o depuratori specificandone ubicazione e tipologia.

3. Di prevedere idonee misure per ridurre le «perturbazioni» e per garantire la presenza di «corridoi ecologici» nelle aree dove il percorso stradale si avvicina a piani SIC e ZPS.

4. Di progettare l'adeguata sistemazione ed il recupero paesaggistico delle aree residuali di precedenti interventi, delle aree interessate da manufatti da dimettere, delle aree interessate dal sedime dell'attuale tracciato, delle aree intercluse e dei cantieri, con l'obiettivo di dare continuità e profondità alle formazioni vegetali, collegandole in rete ecologica ed utilizzando le specie appartenenti alle serie autoctone.

 

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